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Dal 1° febbraio segnalazioni per le operazioni in contanti sopra i 1000 euro


Con l’avvento del nuovo anno la manovra Monti inizierà ad essere pienamente operativa e faranno la comparsa nuovi obblighi ad adempimenti. In materia di evasione fiscale e di riciclaggio di denaro dal 1° febbraio occorrerà fare attenzione alle transazione effettuate in contanti sopra i 1000 euro, che dovranno essere opportunamente segnalate. La segnalazione è duplice, una prima da fare al ministero dell’economia in tema di contrasto al riciclaggio di denaro sporco ed un’ altra all’agenzia delle entrate che effettuare i dovuti controlli per verificare se vi sia stato occultamento di imponibile.

L’art. 12 del dl 211 del 2011 tuttavia non introduce delle novità solo per quanto riguarda gli scambi di denaro in contanti. Infatti anche chi è in possesso di libretti al portatore dovrà adeguarsi. Nello specifico tali libretti dovranno avere un saldo inferiore ai 999 euro pena l’estinzione dello stesso oppure il passaggio ad un libretto nominativo. Per quanto riguarda il trasferimento di questi ultimi, o anche il trasferimento di titoli che eccedano il valore dei 1000 euro sarà obbligatorio l’intervento di un intermediario finanziario per l’effettuazione dell’operazione.

Inoltre particolare attenzione dovrà essere posta al pagamento frazionato visto che, secondo un’interpretazione dell’amministrazione finanziaria,le transazione fatte entro 7giorni possono essere ricondotte ad un’unica operazione, e pertanto se la somma delle operazioni effettuate supera il limite prestabilito scatta l’obbligo della segnalazione.

Abbastanza pesanti anche le sanzioni per chi non adempie a quanto disposto dalla legge. La sanzione va dall’1 al 40 per cento dell’importo oggetto di trasferimento con un minimo di 3000 euro e di 15 mila euro per importi superiori ai 50 mila euro. I soggetti che potranno essere soggetti alle sanzioni sono i singoli contribuenti da un lato e gli intermediari finanziari ( banche, poste, ecc.) o gli enti che svolgono servizi di ausilio ai contributi come centri di assistenza fiscale e patronati o anche notai, commercialisti e avvocati.

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