Prima delle riforme apportate dal governo tecnico di Mario Monti, esistevano delle finestre di uscita per pensioni di anzianità che utilizzavano l’età pensionabile e gli anni di lavoro come parametro per individuare chi aveva i requisiti per andare in pensione. Cosa è cambiato con la riforma delle pensioni nel 2012?
Il nuovo governo tecnico ha eliminato diversi meccanismi poco chiari che erano stati approvati durante le legislazioni precedenti che impedivano di calcolare in modo trasparente il valore della pensione percepita dall’ex lavoratore. Il parametro che misura gli anni di contributi versati non più fondamentale nelle nuove finestre di uscita per pensioni di anzianità, ma il lavoratore può comunque andare in pensione anticipatamente accettando una riduzione del contributo che gli sarà versato mensilmente.
Solo l’età anagrafica risulta quindi essere il parametro che permette al lavoratore di andare in pensione. Negli anni passati, gli uomini potevano chiedere di andare in pensione a 65 anni compiuti mentre le donne dovevano aspettare i 60. Di seguito le nuove finestre di uscita per pensioni di anzianità, che hanno valenza solo per chi ha maturato più di 20 anni di contributi:
Come accennato in precedenza, in taluni casi è possibile non rispettare i vincoli imposti dall’età e richiedere anticipatamente la pensione. Questa richiesta può essere inviata solo da coloro i quali hanno maturato 42 anni e 1 mese di contributi versati, per i lavoratori di sesso maschile, e 41 anni e 1 mese di contributi per il gentil sesso.
In caso di pensione anticipata, sarà decurtato il 2% per ciascun anno di anticipo rispetto al termine effettivo di decorrenza.